Riparto dal blog: resto a casa, Beatles e internet.

Dopo una serie di giorni anzi, settimane, nelle quali ho scelto di prendere una buona pausa per riflettere ed avere nuove idee, scelgo di ripartire proprio dal blog. Sì esatto, proprio quel blog che, grazie all’avvento del podcast, ho scelto di seguire meno. Credo però che sia proprio questo strumento quello più immediato, quello che meglio ci fa conoscere l’internet. Ad oggi siamo troppo abituati a non guardare oltre i social network, alle applicazioni su smartphone insomma, ai divertimenti più banali che l’internet ha da offrire, mentre riscoprire la gioia di navigare è tutt’altra sensazione. Me ne sono accorto soprattutto quando Riccardo Palombo, sul suo podcast che seguo e che ammiro, “Il Mordente”, ha scelto di parlarne, ricordandomi come effettivamente la sana e vecchia lettura di un articolo sia davvero una valida chiave per sfruttare al meglio questo immenso servizio.

Comunque, aldilà del mio divagare, non so come stiate sfruttando la vostra “quarantena”, dato che il governo proprio in questi giorni ha scelto di puntare moltissimo sulla campagna “resto a casa”, che anche io sto correttamente seguendo, cercando quindi di fare la mia parte, ma come riuscite a passare il tempo? Io, ad esempio, volevo registrare un nuovo episodio del podcast, ma non ci sono riuscito, non per mancanza di qualsiasi pennellata di creatività o di interesse, ma semplicemente a causa di un calo di voce, che avrebbe reso la registrazione qualitativamente scarsa, se non inascoltabile. Proprio per questo probabilmente ho scelto di riprendere la mia fedele tastiera del mio Surface Laptop 2 che, immediatamente, ha saputo farmi ritornare la voglia di riabbracciare la scrittura dopo un periodo, appunto, di distacco dalla calda Alcantara che riveste i tasti del mio PC.

Ma oltre all’articolo in sé, da gustare nella propria camera, come se si stesse parlando con un amico del più e del meno, veniamo al dunque, ovvero come io riesca a sopravvivere a questa decisione di rimanere a casa. Per fortuna, da buon diciottenne, ho saputo usufruire della recentissima attivazione del bonus cultura, la 18app, che ha saputo farmi tornare un po’ di buon umore dopo le notizie degli ultimi giorni. Il modo migliore per scacciare la noia, oltre che la lettura e tanto Netflix, associati ad una leggera “didattica online”, è stato l’acquisto del cofanetto “The Beatles: The Singles Collection” uscito a novembre 2019 su Amazon, usufruendo del buono.

Non sono mai stato un super appassionato del vinile, ma sicuramente sono da sempre stato in grado di apprezzarlo, sia grazie a mio padre, che è stato capace di trasportarmi verso questo mondo, sia grazie al genere musicale che principalmente ascolto con grandissimo piacere, che, sin dalla nascita, ha trovato le sue radici proprio nel vinile. Questa nuova Singles Collection, contenente tutti i singoli dei Beatles usciti nel Regno Unito, ma con copertine provenienti da tutto il mondo, è stata sin dal primissimo approccio assolutamente soddisfacente. Tranne qualche dettaglio, mettere i 45 giri sul giradischi è stata una sensazione che poche volte mi ha fatto sentire tanto appagato, tant’è che non ho problemi a dire che non ho fatto quasi altro per il resto della giornata. Inoltre, grazie all’immenso aiuto di mio padre, il giradischi valigetta degli anni ’60 è tornato a funzionare e l’ho utilizzato per ascoltare ogni singolo successo della band di Liverpool.

Purtroppo sponda tecnologia non ho molto da aggiungere, dato che a causa del virus un po’ tutti gli eventi sono stati posticipati o direttamente annullati, salvo qualcuno che probabilmente affronterò nel prossimo episodio del podcast, che sicuramente uscirà a breve, brevissimo.

Mi ha fatto piacere tornare a scrivere, operazione che più spesso dovrò ripetere, date le piacevoli sensazioni che riesco a percepire, in attesa dell’uscita del prossimo podcast.