OnePlus Nord ha davvero spento tutte le critiche?

Ieri OnePlus ha scelto di presentare al pubblico uno smartphone su cui aveva puntato moltissimo a livello di marketing, il OnePlus Nord, nuovo “top di gamma da fascia media”, come un po’ tutti coloro che l’hanno avuto a disposizione in questi giorni l’hanno sostanzialmente definito. Ecco che allora, incuriosito dal prodotto, ho scelto di informarmi a riguardo e ho cercato di trarre alcune considerazioni pur senza aver toccato con mano il device.

Senza ombra di dubbio molti lo hanno esaltato a ritorno di fiamma di OnePlus. Da sempre regina dei telefoni dalle grandi prestazioni ad un prezzo più che accessibile. Ma questa volta? Questa volta è ben diverso. L’azienda cinese, considerata spesso l’azienda che più si avvicinava ad una filosofia simile a quella di Cupertino, ha scelto di colpire il bersaglio con una tecnica differente: non più sfornando due dispositivi all’anno (poi diventati quattro), ma cercando invece di prendere per la gola i clienti più affezionati che, tuttavia, erano rimasti delusi dalle ultime uscite, maggiormente costose, come l’ultimo 8 e 8 Pro.

Per me non è un ritorno alle origini. Per un semplice fatto, questa volta si punta tutto non sulle prestazioni, ma sul lato fotografico e sul design. Spesso sui dispositivi di fascia medio-alta i produttori cercano di ottimizzare la potenza del SoC grazie ad un processore ben collaudato e non troppo recente, per migliorare drasticamente importanti funzioni quali il software, la fotocamera e il design. OnePlus ha sempre cercato di sposare una causa ben differente: prestazioni e fluidità per ottenere meno in tutto il resto. Io stesso ero rimasto folgorato da questo concetto di smartphone optando, nella prima metà del 2018, proprio per l’ultimo arrivato di casa OnePlus, il 6.

Ecco, questo nuovo OnePlus Nord lo vedo vicino proprio al mio OnePlus 6, che uso tutt’oggi con soddisfazione nonostante alcune pecche che non ho mai troppo perdonato. Se però OnePlus si accontenta di un SoC qualitativamente inferiore rispetto al meglio presente in commercio, vuol dire che qualcosa è cambiato; il brand stesso oramai si è accorto che le fondamenta velocità-fluidità sono un connubio oramai insufficiente per aggiudicarsi nuovi clienti, dovendo obbligatoriamente spostare l’attenzione su altri parametri fino ad ora lasciati intoccati. Così è nato OnePlus 8 Pro e così nasce la sua variante “depotenziata” Nord.

La mossa, lo dico per chiarezza, è azzeccatissima. Avevo criticato aspramente OnePlus 7, 7T e 8 per aver perso la via iniziale che aveva portato OnePlus a divenire la mia preferita, ma ad oggi mi rendo perfettamente conto che con questo colpo hanno fatto centro, davvero. Oramai è il software a rendere fluido e prestante il dispositivo, pertanto il processore non necessita pezzi d’avanguardia, piuttosto un comparto fotografico all’altezza ed un design efficace che racchiuda tutte le funzioni hardware che anche io ho saputo apprezzare sul mio OP6.

Lo prenderei per me? Probabilmente no, ma lo consiglierei a tanti. 399€ per un dispositivo comunque “completo” sono pochi visto l’ampio parco di smartphone che, a quel prezzo, non raggiungono vette simili di ottimizzazione generale, ma non lo prenderei per altri motivi.

Ho apprezzato molto l’avvento delle nuove Buds di OnePlus, ma spero solo che siano un primo passo verso la creazione di un ecosistema efficace, perché probabilmente è quello che sto cercando per me stesso, accorgendomi di come la tecnologia delle cose sia la migliore soluzione per semplificare davvero la vita delle persone, senza rincorrere il megapixel in più o il processore più moderno. OnePlus fino ad ora si era impegnata quasi esclusivamente su smartphone, vederla attiva anche nel settore auricolari true wireless può solo che farmi sperare che, un giorno, anche questo amato/odiato brand possa avere un suo ecosistema di dispositivi ben progettato.