“iPad come un computer”, ci è riuscita questa volta Apple?

Niente, non me l’aspettavo e Apple è riuscita ad anticiparmi. Proprio pochi giorni fa parlavo delle possibili novità che la casa di Cupertino avrebbe potuto lasciare per quest’anno e, fra le tante cose, si parlava anche di un nuovo iPad Pro e di un refresh dei MacBook. Per l’appunto, il giorno dopo Apple ufficializza totalmente di nascosto i nuovi iPad Pro da 11 e da 13 pollici, una nuova tastiera e una revisione dell’ultimo MacBook Air, assieme a tante altre piccole novità, che non sto qui ad elencarvi.

Dopo i danni dovuti allo scoppio della pandemia, ecco che Apple si ritrova costretta a presentare in silenzio due prodotti che sono certo avrebbe preferito portare sul mercato attraverso un evento, poiché tutte sono davvero sostanziose ed importanti, oltre che innovative.

Tuttavia, in questo articolo non voglio concentrarmi sulle novità in secondo piano, preferisco guardare soprattutto a chi ha destato il mio interesse, e mi riferisco chiaramente al nuovo iPad Pro. Un prodotto dal design sicuramente simile rispetto al precedente, ma da una serie di comparti rinnovati o, addirittura, rivoluzionati. Il design, oramai iconico, delle fotocamere dei nuovi iPhone viene riproposto in una variante che secondo me merita molta attenzione: nella placca posteriore infatti, la lente completamente nuova è quella Time of Flight, nota anche come ToF, che segue un processo eseguito con tecnologia LiDAR che, secondo Apple – “Serve a calcolare le distanze misurando il tempo che la luce impiega per raggiungere un oggetto e venire riflessa” – una spiegazione sicuramente affascinante, ma che nel pratico sarà una lente molto utile nel settore della realtà aumentata, che consentirà una precisione molto maggiore in applicazioni specifiche per iPad, che Apple sponsorizza direttamente sul suo stesso sito. La luce riflessa sarà misurata fino a 5 metri, utile quindi non soltanto per i giochi, ma anche per architetti e molti altri impieghi.

Oltre alla fotocamera già citata, non posso esimermi dall’elogiare anche la scelta di inserire una fotocamera grandangolare, una scelta a dir poco azzeccata dato che oramai è una lente che un dispositivo non può prescindere, vista la sua versatilità che la rende spesso più comoda anche della semplice fotocamera standard. Ma parliamo di qualcosa di più allettante, più costruttivo: la produttività legata all’utilizzo di un simil dispositivo. Se di solito la frase “come un computer” che utilizza Apple è fuorviante o direttamente errata, questa volta mi sento di poter dire che il device il questione è davvero in ottima forma. Il suo manto nasconde un processore A12Z Bionic che, oltre al marketing del nome, è davvero il cuore pulsante di un tablet completo sotto svariati punti di vista; aldilà della rapidità, già assodata da svariati anni, ecco che iPad Pro si presenta direttamente confezionato con l’ultima versione di iPadOS che, legata al processore, costituisce un connubio incredibilmente efficace, attraverso il quale si possono effettuare svariate operazioni per le quali quotidianamente utilizziamo il laptop o il computer fisso, in un corpo macchina dimensionalmente imparagonabile a quasi tutti i comuni PC. Cinquecento grammi per un tablet da quasi 13″ sono minimi rispetto a qualsiasi altro dispositivo e l’impatto in uno zaino è infinitesimamente inferiore. La più grande novità, tuttavia, non è da riscontrarsi nel nuovo iPad Pro, piuttosto nella sua nuovissima tastiera “Magic Keyboard”, riprogettata sulla falsariga di quella nuova che montano tutti i nuovi MacBook, con incluso un nuovo trackpad e tasti retroilluminati. La “genialata”, se così vogliamo chiamarla, è che il tablet resterà attaccato magneticamente ad un supporto in grado di farlo “fluttuare”, più banalmente di farlo sorreggere senza doverlo appoggiare, garantendo così molte più posizioni e molti più orientamenti, per lavorare con maggior flessibilità, senza esser costretti a seguire una determinata inclinazione.

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica e, giustamente, mi trovo ad aver qualcosa di bacchettare non tanto sul prezzo del nuovo modello, che si attesta sulle cifre della passata generazione del 2018, tanto più sul prezzo della nuova Magic Keyboard, che raggiunge penso la follia più totale. Qualsiasi numero è giustificabile, ma pretendere ben 340€ per la versione da 11″ e, addirittura, 400€ nella versione da 12,9″ è sfiorare l’assurdità. Si tratta di un prezzo a parer mio ingiustificato dato il costo comunque non ridotto di iPad Pro, associato ad una cifra da capogiro per un pezzo utile, sì, ma non indispensabile, dato che sul mercato è stata immessa ugualmente la tastiera classica che fino ad ora siamo stati abituati a vedere.

Adesso la sfida è aperta e il nuovo Surface Pro X e il Pro 7 sono il target da raggiungere per Apple che, dopo aver sbaragliato una categoria come i tablet anche quest’anno, è intenzionata a raggiungere la comodità e l’intelligenza dei dispositivi Microsoft, da sempre considerati il massimo per quanto concerne la produttività, sarà pertanto interessante seguirne l’evoluzione e la risposta di Redmond.