Airpods Max: un prodotto unico presentato nell’ombra

Ultimamente comprendo un po’ meno le scelte di Apple, non perché non funzionino, ma perché continua a non esaltare in adeguate presentazioni i suoi ultimi prodotti.

Se devo pensare a un dispositivo in grado di smuovere intere masse, di organizzare raduni e intere community gigantesche di appassionati, non posso non pensare ad iPhone. Sin da subito è facile ricondurre queste immagini alla sua prima presentazione, che tanto successo aveva riscosso. Ecco, quel feeling di Apple, mi sembra ogni tanto passi quasi in secondo piano.

Airpods Max, questo il nome dato alle nuovissime cuffie overear di Apple, uniche nel loro genere, prima uscita assoluta nel mondo della mela morsicata, un unicum che, a mio modesto parere, meritava un’impatto differente.

L’iconicità del prodotto è visibile sin dal primo sguardo: non mi fa impazzire e continuo a preferire un design più classico, ma è probabilmente molto più iconico. Il design, alla fine, cos’è se non estetica? E il produttore non vince semplicemente se il design è bello, ma se il design è riconoscibile. Se riesco a notare un dispositivo a distanza, vuol dire che la mia mente ne creato un modello.

E funziona, funziona eccome su queste Airpods Max questo ragionamento. Un arco superiore in grado di tenere saldi i due padiglioni, realizzato con un tessuto traspirante e in grado di non far pesare la struttura al di sopra della nostra testa, evitando così spiacevoli fastidi e scomodità di ogni genere.

I materiali sono assolutamente premium, basterà apprezzare l’acciaio inossidabile per regolare l’altezza per comprendere appieno l’eleganza del prodotto, rafforzata da cuscinetti confortevoli, che Apple stessa definisce come “innovativi”, formati da un materiale “memory” capace di regalare la massima confortevolezza, ottenuta grazie ad un nuovo sistema per farli ruotare, raggiungendo così la perfetta ergonomia.

Il design non è chiaramente tutto, ma è sufficiente voltare lo sguardo da un altro lato per notare come invece continui ad essere al centro dell’attenzione, unito alla tecnologia, con la quale lavora in simultanea: la digital crown ripresa da Apple Watch è il metodo con cui è possibile effettuare tutte le operazioni, a partire dall’alzare o abbassare il volume, per concludere rispondendo o terminando le chiamate.

Passando a profilo audio, aspetto puramente tecnico è il driver da 40 mm che queste Airpods Max montano, capace di proporre bassi potenti, medi precisi e alti cristallini, così come dichiarato da Apple stessa. Grazie ad un doppio magnete ad anello di neodimio la distorsione è mantenuta al minimo, anche a livelli elevati di volume.

Lato tecnologico le cuffie si possono tranquillamente considerare un computer: su ogni cuscinetto è presente il chip H1, per permettere la “magica connessione” alla quale gli auricolari Airpods ci hanno abituati, unito ad un miglioramento dell’equalizzazione a seconda della situazione ambientale e delle caratteristiche fisiche della persona che le indossa.

La cancellazione attiva del rumore è un aspetto pressoché fondamentale in cuffie di alto livello, non a caso è presente anche su questo modello. Con un totale di 8 microfoni, di cui 6 atti alla riduzione del rumore, la realizzazione è simile a quella vista sugli Airpods Pro, ma in un prodotto simile è difficile non aspettarsi un risultato superiore sotto ogni aspetto.

L’audio spaziale probabilmente è una funzione particolare, probabilmente non di primo livello, da sperimentare almeno una volta, nonostante sia presente anche sugli auricolari Pro.

Per quanto concerne la batteria, Apple dichiara ben 20 ore di utilizzo, con le cuffie stesse che non saranno mai spente, per garantire un senso di immediatezza nell’indossarle e connetterle. Tuttavia, è presente in confezione una custodia che garantisce un risparmio energetico massimo, oltre a dare la possibilità di ricaricarsi.

Tanti sensori, tanta tecnologia, tante funzioni: si tratta di cuffie quasi eccessive che, a giudicare dal prezzo di 629€, non vogliono rivolgersi direttamente al mercato mainstream che si accontenta del minimo necessario per ascoltare la musica in viaggio, ma anche ai professionisti. Un prodotto che non solo vuole celebrare la semplicità di utilizzo e la piacevolezza del massimo comfort, ma anche le specifiche degne di cuffie di altissimo livello, al confine fra l’utilizzo professionale e ludico. Peccato che, per il primo punto, manchi il jack per le cuffie, da ritenere fondamentale per chiunque voglia sfruttare un apparecchio simile per lavorarci.

La concorrenza in questo campo è già particolarmente agguerrita e svariati brand, che spesso poco hanno avuto a che fare con il campo hi-fi, si sono gettati sulla produzione di cuffie, sfruttando chi più, chi meno, la tecnologia di cancellazione attiva del rumore. Apple ha deciso di puntare in alto, non comprendo soltanto come, con un prodotto simile e dall’importanza così accentuata, sia riservata una presentazione “nell’ombra”. Solo il tempo potrà dire se i miei dubbi troveranno ragione o meno.